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Referendum, Più Europa: noi Sì a tutti i quesiti. E gli altri?

Roma, 9 feb. (askanews) – Più Europa è per il Sì a tutti gli otto referendum che stanno per passare al vaglio della Corte Costituzionale: quello per la legalizzazione della cannabis, quello per la legalizzazione dell’eutanasia e i sei sulla giustizia, tra i quali spiccano i quesiti per la riforma del Csm, per la responsabilità diretta dei magistrati e per la separazione delle carriere nella magistratura.

Lo hanno annunciato in conferenza stampa il segretario di Più Europa Benedetto Della Vedova, la senatrice Emma Bonino e il presidente del partito Riccardo Magi.

Così Della Vedova ha spiegato perché Più Europa farà campagna per i referendum, auspicando che la Consulta dia il via libera a tutti i quesiti, firmati da milioni di cittadini.

"Più Europa è per tutti sì. Nel nostro perimetro di riformatori liberali ed europeisti ci sta il Sì a tutti i quesiti. Noi lo diciamo apertamente oggi, perché tra una settimana la Consulta comincerà a decidere sull’ammissibilità dei quesiti e ci farebbe piacere che oggi, prima del giudizio della Corte, anche le altre forze politiche chiarissero la propria posizione sui referendum".

L’appello è rivolto in particolare a Pd e M5S, i quali, al contrario dei partiti di centrodestra, non hanno ancora espresso posizioni nette e ufficiali.

Il presidente di Più Europa Magi si è invece soffermato sugli aspetti tecnici al vaglio della Consulta.

"Siamo ben consapevoli che il vaglio della Corte costituzionale è un passaggio estremamente difficile. Noi siamo convinti della solidità giuridica dei referendum, in particolare di quelli su cannabis ed eutanasia, ma siamo anche consapevoli della difficoltà enorme che abbiamo di fronte, speriamo che sia garantito ai cittadini di esprimersi nella primavera prossima e che ci sia una fase di vera partecipazione e di stagione referendaria che aiuti a fare un salto nelle riforme in questo Paese".

Una partecipazione che secondo la storica esponente dei Radicali Emma Bonino, oggi senatrice di Più Europa, dimostra che forse è morta la politica di palazzo, non certo quella intesa come impegno sui temi che riguardano la vita quotidiana dei cittadini.

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