Sono passati 15 anni dalla morte di Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare, una malattia neuromuscolare degenerativa, che lo costrinse in un letto dal 1997 fino al 20 dicembre 2006, quando finalmente con l’aiuto di un medico venne sedato e staccato dal respiratore artificiale che lo teneva in vita. Piergiorgio Welby aveva chiesto di poter ricorrere all’eutanasia per porre fine alle sue sofferenze, scrivendo anche una lettera-appella al Presidente della Repubblica Napolitano. Il suo caso fu il primo ad accendere il dibattito in Parlamento e nella società civile sul fine vita. La moglie Mina Welby è sempre rimasta accanto a lui, portando poi avanti insieme all’Associazione Coscioni la battaglia per legalizzare l’eutanasia e il suicidio assistito in Italia.
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