Lo stallo del vertice di Parigi sulla possibilità di inviare soldati europei, e italiani, in Ucraina per garantire una tregua; il vertice di Riad tra Stati Uniti e Russia con l’esclusione di Unione europea e Zelensky; l’inizio dell’inchiesta della Corte penale internazionale sull’Italia per il caso Almasri. Le notizie di oggi forti e chiare.
Il vertice di Parigi, fortemente voluto da Macron per rendere protagonista l’Europa nei negoziati di pace in Ucraina, si chiude in bilico. La svolta avviene solo sui fondi comuni per la difesa ma c’è una spaccatura sulla missione di peacekeeping, che potrebbe coinvolgere anche soldati italiani. La premier Meloni spinge i leader europei a un dialogo con Trump: quale sarà il ruolo dell’Italia nella trattativa per Kiev?
Intanto sono iniziati a Riad, senza stretta di mano, i colloqui tra le delegazioni americana e russa nel palazzo Diriyah. Per gli Usa ci sono il segretario di Stato Marco Rubio, il consigliere per la Sicurezza nazionale Mike Waltz e l’inviato della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, per la Russia il ministro degli Esteri Serghei Lavrov e il consigliere per la politica estera del Cremlino, Yuri Ushakov. Quale sarà l’esito del vertice tra Stati Uniti e Russia in cui l’Ucraina è stata esclusa?
Infine, in Italia, tiene ancora banco il caso Almasri. Il nostro Paese non ha collaborato, e non ha cercato di interloquire con la Corte penale internazionale, prima di rimpatriare il torturatore libico. E la mancata consegna all’Aia del generale accusato di crimini contro l’umanità configura una condotta "inadempiente". Ora il governo dovrà consegnare una memoria per ricostruire cosa è successo davvero. I guai per il ministro Nordio e per il governo non sono ancora finiti?
Ne parliamo con: Maurizio Molinari, editorialista di Repubblica. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. In studio Gerardo Greco e Luca Piras.